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Esiste una tabella aggiornata, una “classificazione” delle tipologie di alimenti in riferimento al rischio di contenere glutine, che grazie all’aiuto di esperti del settore, viene chiamata “ABC della dieta dei celiaci” ed è in costante evoluzione, sia per seguire le esigenze dei consumatori sia perché i processi produttivi progrediscono. Vedi la tabella nella sezione "La celiachia" alla voce "ABC della dieta dei celiaci
No, la celiachia è una condizione cronica la cui unica terapia oggi nota è una rigorosa dieta senza glutine che il paziente deve seguire per tutta la vita.
Sì, è importante, in quanto la cura della celiachia comporta la necessità di una dieta senza glutine il più possibile attenta e rigorosa. Non bisogna essere terrorizzati dalla singola contaminazione, ma è fondamentale sapere che anche le tracce di glutine, non essendo prevedibili, né quantificabili o controllabili a priori, possono recare danno alla mucosa intestinale della persona celiaca.

La cura della celiachia comporta in effetti la necessità di una dieta di esclusione di glutine il più possibile rigorosa, poiché anche tracce di glutine possono lesionare la mucosa intestinale del celiaco. Queste “tracce”, se prese singolarmente, potrebbero non avere effetti sulla salute del celiaco, ma sommate senza controllo o consapevolezza del paziente corrispondono a un potenziale rischio per la propria salute. Per questa ragione le contaminazioni rappresentano un potenziale pericolo per il celiaco, in quanto non prevedibili né quantificabili o controllabili a priori.

È importante prestare attenzione pur mantenendo un approccio equilibrato alla dieta, evitando estremizzazioni che sfociano in terrorismo psicologico e che potrebbero peggiorare la qualità di vita della persona con celiachia. Non bisogna, dunque, essere terrorizzati dalla singola contaminazione, ma è necessario mettere in atto serenamente quei comportamenti e quelle buone pratiche igieniche che garantiscono di ridurre il più possibile i rischi di assunzione “nascosta” di glutine.